Accorgersi di aver trasferito denaro a un truffatore crea panico, ma le prime ore possono ancora fare la differenza. La priorità è avvisare la banca, chiedere il richiamo del bonifico, mettere al sicuro l’accesso al conto e raccogliere ogni prova utile per la denuncia e l’eventuale contestazione.
Agire subito aumenta le possibilità di recuperare il denaro
- Contatta immediatamente la banca usando solo i canali ufficiali.
- Chiedi il richiamo del bonifico e fatti assegnare un numero di pratica.
- Un bonifico istantaneo arriva in meno di 10 secondi ed è molto difficile da revocare.
- Conserva ricevute, messaggi, email, numeri e schermate della conversazione.
- Per un reclamo bancario, l’intermediario deve rispondere entro 15 giorni lavorativi.

Ho fatto un bonifico e mi hanno truffato cosa faccio adesso
Io partirei da una telefonata immediata alla banca, senza aspettare di avere tutti i dettagli. Utilizza il numero presente nell’app, sul sito ufficiale o sul retro della carta, mai quello contenuto nel messaggio ricevuto dal presunto operatore.
Spiega chiaramente che si tratta di una truffa con bonifico e chiedi tre interventi precisi: il blocco di eventuali operazioni ancora pendenti, l’apertura della procedura di richiamo e la verifica di possibili accessi abusivi al conto. Se hai comunicato credenziali, codici o hai installato un programma di controllo remoto, chiedi anche il blocco dell’home banking e delle carte collegate.
- Annota data, ora, importo, IBAN e nome del beneficiario.
- Invia alla banca una contestazione scritta attraverso il canale previsto.
- Chiedi conferma del richiamo e il numero della pratica.
- Cambia le password da un dispositivo sicuro e attiva l’autenticazione a due fattori.
- Presenta denuncia alle forze dell’ordine, preferibilmente alla Polizia Postale o a una stazione dei Carabinieri.
Non cancellare la chat e non modificare gli screenshot. Anche un dettaglio apparentemente insignificante, come un indirizzo email quasi identico a quello reale o una richiesta di pagamento “entro pochi minuti”, può aiutare a ricostruire il raggiro.
Il richiamo cambia molto tra bonifico ordinario e istantaneo
Il bonifico ordinario può essere ancora intercettato se l’ordine non è entrato nei circuiti interbancari. La banca può tentare di revocarlo oppure contattare l’intermediario del beneficiario, ma dopo l’accredito il recupero dipende dalla disponibilità del destinatario e dalla collaborazione della sua banca.
Il bonifico istantaneo, invece, trasferisce normalmente il denaro in meno di 10 secondi. Una volta eseguito è, nella pratica, irrevocabile. Si può comunque chiedere un recall, cioè un richiamo dell’operazione, ma non va confuso con una garanzia di rimborso.
| Tipo di pagamento | Possibilità di intervento | Cosa fare |
|---|---|---|
| Bonifico ordinario non ancora eseguito | Buone, se si agisce subito | Chiedere revoca o blocco immediato |
| Bonifico ordinario già accreditato | Possibili, ma non garantite | Avviare il recall e presentare denuncia |
| Bonifico istantaneo | Ridotte dopo l’accredito | Chiedere comunque il richiamo senza ritardi |
La differenza più importante non è solo tecnica. Nel bonifico istantaneo il truffatore può spostare subito il denaro su altri conti, quindi ogni minuto perso riduce le possibilità di congelamento dei fondi.
Quando si può chiedere il rimborso alla banca
Prima di parlare di rimborso bisogna distinguere due scenari. Se il bonifico è stato disposto senza il tuo consenso, per esempio dopo un accesso abusivo al conto, puoi chiedere il disconoscimento dell’operazione e il rimborso secondo le regole sui pagamenti non autorizzati.
La situazione è diversa quando sei stato manipolato e hai autorizzato personalmente il trasferimento verso il conto indicato dal truffatore. È il caso tipico del falso venditore, della finta banca, della fattura aziendale con IBAN modificato o del parente che chiede denaro tramite un account compromesso. In queste circostanze il rimborso non è automatico, perché dal punto di vista tecnico il pagamento è stato autorizzato da te.
Dal 9 ottobre 2025 banche e Poste Italiane devono offrire la verifica della corrispondenza tra nome e IBAN del beneficiario per i bonifici ordinari e istantanei. Se il servizio non è stato fornito quando era obbligatorio, oppure non ha funzionato correttamente, chiedi alla banca di documentare l’esito del controllo e valuta una contestazione specifica.
Se invece l’app ti ha segnalato una mancata corrispondenza e hai confermato comunque il pagamento, la posizione può diventare più complessa. Io chiederei ugualmente una risposta scritta, perché il messaggio mostrato, l’orario e il comportamento del sistema possono essere rilevanti per valutare eventuali responsabilità.
Come ricorda la Banca d’Italia, la tutela è più forte quando l’operazione non è stata autorizzata e il cliente non ha agito con dolo o colpa grave. La banca può invece negare il rimborso se dimostra una condotta gravemente imprudente, ma non dovrebbe liquidare il caso con una risposta generica senza spiegare le verifiche svolte.
Denuncia, reclamo e ABF come muoversi senza perdere tempo
La denuncia serve a documentare il reato e può aiutare a collegare il tuo caso ad altri episodi. Porta con te la ricevuta del bonifico, le conversazioni, le email, i numeri di telefono, i dati del beneficiario, le schermate del sito o del profilo utilizzato e una cronologia precisa degli eventi.
La denuncia, da sola, non fa riapparire il denaro sul conto. Per questo la affiancherei sempre a una contestazione formale alla banca, nella quale indichi importo, data, modalità della truffa, richiesta di recall e domanda di rimborso, quando applicabile.
Per i reclami relativi ai servizi di pagamento, l’intermediario deve normalmente rispondere entro 15 giorni lavorativi. Se la risposta non arriva o non è soddisfacente, puoi valutare un ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario, l’ABF.
Il ricorso ABF costa 20 euro, somma restituita in caso di esito favorevole, e non richiede necessariamente l’assistenza di un avvocato. Non è però una scorciatoia valida per ogni truffa: quando hai effettuato volontariamente un pagamento a un venditore che poi si è rivelato inesistente, l’ammissibilità e le responsabilità della banca vanno esaminate con attenzione.
Puoi anche inviare un esposto alla Banca d’Italia per segnalare un comportamento ritenuto scorretto dell’intermediario. L’esposto non sostituisce il reclamo e non garantisce direttamente il recupero dell’importo, ma può essere utile quando la banca non chiarisce come ha gestito la segnalazione.
La truffa può continuare dopo il trasferimento
Molte vittime vengono contattate una seconda volta da soggetti che promettono di recuperare i soldi. Si presentano come investigatori, consulenti, funzionari pubblici o specialisti di cybersecurity e chiedono una commissione anticipata, altri dati personali o un nuovo bonifico.
È quasi sempre un secondo raggiro. Nessun professionista serio può garantire il recupero dei fondi in cambio di un pagamento urgente. Dopo una frode, cambia le password, controlla i movimenti per almeno alcune settimane e verifica che non siano stati creati nuovi beneficiari o dispositivi autorizzati.
Se la truffa ha colpito un’attività, informa subito amministrazione, fornitori e colleghi. Nel caso della falsa fattura, conviene richiamare il partner tramite un contatto già noto per verificare ogni modifica dell’IBAN, soprattutto per importi elevati o pagamenti fuori dalla routine.
La regola pratica da conservare per il prossimo pagamento
Prima di autorizzare un bonifico importante, mi fermo sempre qualche minuto e verifico il beneficiario attraverso un canale indipendente. Non considero sufficienti il nome visualizzato, il logo di un’azienda o il numero di telefono apparso sul display.
- Per un nuovo IBAN, chiedo una conferma con una telefonata a un numero già conosciuto.
- Non comunico mai password, PIN o codici temporanei, nemmeno a chi dice di lavorare per la banca.
- Se compare un avviso di mancata corrispondenza tra nome e IBAN, interrompo l’operazione e verifico i dati.
- Per acquisti da privati, preferisco strumenti con protezione dell’acquirente quando disponibili.
La regola decisiva resta semplice: prima la banca, poi la denuncia, quindi il reclamo documentato. Non esiste una certezza di recupero, soprattutto con un bonifico istantaneo, ma una segnalazione tempestiva e completa è la strada più concreta per proteggere il conto e aumentare le possibilità di rientrare della somma.